In fonetica, le consonanti si distinguono in base al modo in cui vengono articolate, al luogo dove si articolano e al coefficiente di sonorità (che indica se la consonante è sorda o sonora).
Qual è la differenza tra consonanti e vocali?
Consonanti e vocali differiscono per la grandezza dell’ostacolo frapposto all’aria nel tratto vocale (cioè la cavità orale, l’interno della bocca): le consonanti offrono più resistenza, mentre le vocali non offrono alcun tipo di resistenza.
Le approssimanti si situano a metà tra vocali e consonanti: l’ostacolo frapposto all’aria nel tratto vocale è meno grande di quello delle consonanti, ma il canale non è libero come nelle vocali (le tratteremo qui, con le consonanti, come generalmente si fa in fonetica).
Sonorità
Iniziamo proprio dalla sonorità: la sonorità è determinata dalla vibrazione delle corde vocali. Ad esempio, se pronunciamo [f] (la “f” di “famiglia”) possiamo sentire che il suono prodotto è sordo. Viceversa se pronunciamo [v] (la “v” di “vaniglia”), sentiamo che le corde vocali producono una vibrazione.
Un trucco è quello di mettere una mano sulla gola e pronunciare il suono: se sentiamo un vibrazione, allora significa che quel suono è sonoro!
Modo
Di seguito, vediamo il modo in cui possiamo articolare le consonanti.
Occlusive
Le occlusive sono chiamate così perché “chiudono” (“occludono”) completamente il passaggio dell’aria. Per far sì che l’aria passi, l’ostruzione deve essere eliminata (si deve “sciogliere”).
Fricative
Le fricative invece ostacolano meno l’aria, che può passare, sebbene provocando una “frizione”.
Differenza tra occlusive e fricative
Con un esempio possiamo capire anche meglio la differenza tra occlusive e fricative.
Prendiamo [t] (occlusiva dentale sorda) e [s] (fricativa dentale sorda).
Proviamo a pronunciarle e ad allungarne il suono, trattenendolo: notiamo che si può allungare la durata della [s] (fricativa) a piacimento, mentre invece la [t] (che è un’occlusiva) non può subire questo allungamento se non “appoggiandosi” ad una vocale o altro fono successivi.
Semplice, vero? Inoltre notiamo che condividono luogo e assenza di sonorità, ma differiscono per il modo di articolazione.
Affricate
Le affricate risultano dall’unione di occlusiva + fricativa. Perciò risulta articolata in due momenti, prima come occlusiva poi come fricativa.
Pronunciamo [ʦ] (di “zozzo”) facendo attenzione a come si comporta la nostra bocca.
Sentiamo che il blocco causato dalla occlusiva [t] nella nostra bocca gradualmente si “scioglie” nella fricativa [s].
(La [dz] (di “zaffiro” o “zefiro”) è semplicemente la variante sonora di [ʦ]: abbiamo stesso luogo di articolazione, ma in [dz] le corde vocali vibrano!)
Un ulteriore esempio: [ʤ] (la “g” di “gelato”) è composta da un’occlusiva [d] e da una fricativa [ʒ] (la “j” del francese, in parole come “jouer”, “Jérôme”).
Di nuovo, gradualmente si passa dalla “occlusione” forte della [d] alla “frizione” della [ʒ].
Nasali
Le nasali ostacolano il passaggio dell’aria proprio come le occlusive, ma il velo del palato si abbassa, quindi l’aria (che è ostacolata all’interno della bocca), può uscire dal naso.
Un esempio: se pronunciamo la [n] di “nano” e ci tappiamo il naso non riusciamo ad emettere aria (perché la lingua ostruisce completamente la bocca). Ecco dimostrato che l’aria, nelle nasali, esce dal naso.
Vibranti
Le vibranti creano dei micro ostacoli (delle “micro-occlusioni”) e, vibrando, fanno uscire l’aria ad intermittenza. L’esempio classico è la [r]: la punta della lingua vibra, proprio come uno strumento!
Laterali
Nelle laterali l’ostacolo occupa solo la parte centrale della bocca, perciò l’aria può uscire dai lati.
Approssimanti
Le approssimanti si situano a metà tra vocali e consonanti: l’ostacolo frapposto all’aria nel tratto vocale è meno grande di quello delle consonanti, ma il canale non è libero come nelle vocali.
Luogo
Inoltre, in fonetica, le consonanti si dividono in base al luogo in cui vengono articolate. Si possono prendere in considerazione le seguenti aree: labiale, labiodentale, dentale, alveolare, postalveolare (o palatale), velare, uvulare, glottidale.
In questa immagine (così è più semplice, no?) vediamo i luoghi della cavità orale che dobbiamo tenere a mente:

Consigli
È necessario imparare tutto a memoria? Non credo. Proviamo a “sentire” modo e luogo di articolazione e sonorità.
Proviamo a classificare la [z] (la “s” di “slegato”). Sentiamo che la punta della lingua si trova prima dei denti, sugli alveoli (e dunque luogo di articolazione = alveolare), che il modo di articolazione non può essere occlusivo (riusciamo a mantenere il suono), e che dunque è una fricativa, e, se poggiamo le dita sulla gola, sentiamo vibrare le corde vocali (e dunque è sonora).
Ciao, un’informazione, ma questi appunti e spiegazioni sono su un libro di linguistica in particolare?
Ciao, in genere mi baso sul manuale Linguistica generale di Basile et al. (Carocci) o, per le basi, anche dal Corso di linguistica generale di Saussure, però integro anche da altre fonti. Qui trovi la bibliografia e l’indice degli articoli di linguistica generale presenti qui sul sito 🙂 –> Riassunti di linguistica generale (indice e bibliografia)